di
Laura Messa – lauramessa@libero.it – lauramessa02@gmail.com – www.behance.net/lauramessa
Ambra Secri – ambra.secri@libero.it

La nostra campagna, in primo luogo, si propone di essere in linea con i principi di guerrilla maketing, una forma pubblicitaria non convenzionale. Qualsiasi strumento può essere adottato, ottenendo il massimo della visibilità con il minimo costo. Quando si parla di disabilità occorre eliminare il pregiudizio.
La nostra microazione intende far luce sulla dilagante questione riguardo la ricerca di un impiego per un disabile, in un momento, quello attuale, in cui anche una persona senza alcuna disabilità trova lavoro con difficoltà.
Questa campagna si rivolge principalmente alle aziende, alle quali si vuole dimostrare come un soggetto diversamente abile sia
degno di assunzione. Il luogo ideale per la nostra a zione non poteva che essere un punto di scambio di informazioni. Un’area in cui le persone passano del tempo, e, senza conoscersi, scambiano opinioni. Una panchina , che diviene il simbolo di questa campagna . Una seduta con una funzione comunicativa: non più un mero punto di stasi, ma un luogo che deve far riflettere e comunicare.
Il passo successivo è un intervento di tipo virale: un blog, una pagina facebook, una piattaforma Tumblr, per avere il massimo
della visibilità . Affinché le informazioni siano fruibili, sulla panchina saranno visibili Qr codes e link diretti. Ciò attraverso degli adesivi. Su altri adesivi compariranno le storie di alcune persone diversamente abilii: età, titolo di studio e occupazione attuale.

Su questi ultimi sarà ben visibile inoltre una frase: “SIAMO TUTTI POTENZIALI DISABILI! Se sei superstizioso tocca ferro!”. Essa ha lo scopo di dimostrare da un lato la scarsa sensibilità comune, e dall’altro una vera e propria paura che sancisce un totale allontanamento dalla realtà vissuta dal disabile. Questa frase è stata del resto scelta come lo slogan della nostra campagna, e, in quanto tale, utilizzata anche sui manifesti e in un kit esplicativo che verrà inviato alle aziende.

La grafica del progetto è semplice e chiara. Utilizzo di poco testo, frasi corte ed esplicite. La scelta di colori forti e accesi è stata studiata in modo che la forza cromatica degli adesivi rompesse con l’ordinario, in modo che essi potessero attirare al massimo l’attenzione. I colori scelti sono l’azzurro e arancione:
• la parte arancione, riguarda il kit, il quale riporta al suo interno la spiegazione della campagna, (flyer, libretto, e adesivi);
• la parte blu fa riferimento ai poster, e ai collegamenti di campagna virale, quale blog e facebook.
Il passo finale è stato la scelta del luogo deputato per la nostra microa zione: nel contesto di un complesso di panchine, una è
stata rivestita completamente dagli adesivi. I passanti inizialmente hanno reagito con stupore, nessuno si avvicinava a chiedere
direttamente di cosa si trattasse, rallentavano il passo e passavano più volte, o c’era chi si fermava nei paraggi ad osservare. Poi sono iniziate le prime domande, iniziavano i primi confronti, le prime opinioni. Quell’inaspettato mix di colori su una panchina faceva parlare.
Lo slogan è riuscito nel suo intento: più di una persona leggendolo ha toccato “ferro”!

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